Identificazione Geologica dei Terremoti del Passato
La deformazione permanente della superficie terrestre, prodotta da un grande terremoto, riflette il movimento lungo il piano di faglia in profondità. Il ripetersi di terremoti sulla stessa faglia fa si che la deformazione cosismica si cumuli e venga registrata a lungo termine come modificazione della topografia, della geologia e degli elementi geomorfologici locali. La geomorfologia quantitativa e la paleosismologia (Pantosti e Yeats, 1993) studiano le faglie responsabili dei grandi terremoti, analizzando i loro effetti sulla geologia e sulla geomorfologia. Conoscendo l'età e la forma originale degli elementi deformati la quantificazione di queste modificazioni viene utilizzata per calcolare importanti parametri sismogenetici, quali l'entità del movimento associato al singolo terremoto e/o la deformazione cumulata da un certo numero di eventi sismici, il tempo trascorso dall'ultimo terremoto, il tempo di ricorrenza, la velocità di deformazione, le dimensioni della rottura, la magnitudo massima attesa (Pantosti e Yeats, 1993).
L'approccio paleosismologico consiste principalmente nello studio delle deformazioni e dei processi geomorfologici indotti cosismicamente in corrispondenza e nelle vicinanze della scarpata di faglia, quando presente, e nell'analisi dei depositi direttamente connessi allo scuotimento sismico come le torbiditi, i depositi di tsunami, gli scivolamenti gravitativi cosismici, etc. In quest'ultimo caso, qualora si riesca ad escludere cause di innesco non-sismiche, è possibile valutare la pericolosità sismica dell'area studiata ma è molto difficile individuare la faglia sismogenetica responsabile. Nello studio della geomorfologia della scarpata di faglia, la mappatura di dettaglio della stessa, la realizzazione di profili topografici e la ricostruzione della deformazione di elementi geomorfologici contribuiscono alla comprensione della geometria e cinematica della faglia, oltre che alla scelta di siti favorevoli per lo scavo di trincee esplorative. A seconda della cinematica della faglia, le trincee vengono scavate con una geometria differente (ortogonali e/o parallele) rispetto alla scarpata. Studiando in dettaglio la stratigrafia e le strutture deformative esposte sulle pareti degli scavi è possibile riconoscere le "registrazioni geologiche" dei terremoti del passato. Sulla base di queste registrazioni, si possono stimare entità e il tipo di movimento associato al singolo terremoto, il tempo di ricorrenza e il tempo trascorso dall'ultimo terremoto.
In italia i primi studi paleosismologici sono stati avviati alla fine degli anni '90. Recentemente è stato pubblicato un catalogo dei paleoterremoti per l'Italia che contiene 56 eventi negli ultimi 19.000 anni (Galli et al., 2008).
Esempi:
Approfondimenti
pagina a cura di Daniela Pantosti
L'approccio paleosismologico consiste principalmente nello studio delle deformazioni e dei processi geomorfologici indotti cosismicamente in corrispondenza e nelle vicinanze della scarpata di faglia, quando presente, e nell'analisi dei depositi direttamente connessi allo scuotimento sismico come le torbiditi, i depositi di tsunami, gli scivolamenti gravitativi cosismici, etc. In quest'ultimo caso, qualora si riesca ad escludere cause di innesco non-sismiche, è possibile valutare la pericolosità sismica dell'area studiata ma è molto difficile individuare la faglia sismogenetica responsabile. Nello studio della geomorfologia della scarpata di faglia, la mappatura di dettaglio della stessa, la realizzazione di profili topografici e la ricostruzione della deformazione di elementi geomorfologici contribuiscono alla comprensione della geometria e cinematica della faglia, oltre che alla scelta di siti favorevoli per lo scavo di trincee esplorative. A seconda della cinematica della faglia, le trincee vengono scavate con una geometria differente (ortogonali e/o parallele) rispetto alla scarpata. Studiando in dettaglio la stratigrafia e le strutture deformative esposte sulle pareti degli scavi è possibile riconoscere le "registrazioni geologiche" dei terremoti del passato. Sulla base di queste registrazioni, si possono stimare entità e il tipo di movimento associato al singolo terremoto, il tempo di ricorrenza e il tempo trascorso dall'ultimo terremoto.
In italia i primi studi paleosismologici sono stati avviati alla fine degli anni '90. Recentemente è stato pubblicato un catalogo dei paleoterremoti per l'Italia che contiene 56 eventi negli ultimi 19.000 anni (Galli et al., 2008).
Esempi:
Avanzamento delle conoscenze sulla faglia responsabile del terremoto di L'Aquila del 2009
Approfondimenti
pagina a cura di Daniela Pantosti

