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Tettonica ed Evoluzione del Paesaggio

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Figura 1 | Processi esogeni ed endogeni Figura 1 | Processi esogeni ed endogeni
Figura 2 | Oscillazioni Eustatiche Figura 2 | Oscillazioni Eustatiche
Figura 3 | Abbassamento del livello marino Figura 3 | Abbassamento del livello marino
Figura 4| Processi erosivi e deposizionali <\br>(Shanly e McCabe, 1994) Figura 4| Processi erosivi e deposizionali <\br>(Shanly e McCabe, 1994)
Figura 5 | Origine dei terrazzi marini (Chappell, 1983) Figura 5 | Origine dei terrazzi marini (Chappell, 1983)
Figura 6 | Origine dei terrazzi fluviali (Merrits et al., 1994) Figura 6 | Origine dei terrazzi fluviali (Merrits et al., 1994)
Figura 7 | Architettura di terrazzi (Keller e Pinter 1996) Figura 7 | Architettura di terrazzi (Keller e Pinter 1996)
La superficie terrestre viene continuamente modificata ad opera di due processi fondamentali, i processi esogeni e i processi endogeni (figura 1), nonché dalle interazioni tra i due. La combinazione di questi processi tende a modificare l’altitudine di un punto sulla superficie terrestre, e quindi l’energia potenziale ad essa associata, rispetto ad un sistema di riferimento, rappresentato generalmente dal livello del mare o da un livello di base locale. Il paesaggio terrestre è costituito da un insieme di forme caratteristiche che derivano dall'interazione tra questi due processi; il loro studio consente pertanto di comprendere le modalità delle deformazioni della crosta terrestre.

I processi esogeni dipendono essenzialmente dal clima, che varia ciclicamente nel tempo determinando l'alternanza di periodi freddi e periodi caldi. In corrispondenza dei periodi freddi si verifica un abbassamento del livello marino mentre in corrispondenza dei periodi caldi si verifica un innalzamento (oscillazioni eustatiche - Figura 2). È da notare che durante tutta l'Era Quaternaria (circa gli ultimi 1,8 Ma) le oscillazioni positive del livello marino non hanno superato il livello attuale per più di 20-30 m.

Nelle zone costiere, o comunque nelle aree che risentono dell'influenza diretta delle oscillazioni eustatiche, i processi deposizionali sono favoriti quando il clima si sposta verso un massimo caldo; viceversa quando il clima si sposta verso un massimo freddo vengono favoriti i processi erosivi. A questo comportamento fanno eccezione le piattaforme continentali con pendenza molto bassa presso le quali l'abbassamento del livello marino non è in grado di innescare i processi erosivi (figura 3).


Nelle zone interne quando il clima si sposta verso un massimo freddo (in condizioni di resistasia) si verifica un aumento della produzione di materiale detritico accompagnata da una diminuzione dell'energia a disposizione dei corsi d'acqua per il loro trasporto, conseguentemente si verifica un alluvionamento dei fondivalle. Al contrario quando il clima si sposta verso un massimo caldo (in condizioni di biostasia) si verifica un aumento della capacità erosiva dei corsi d'acqua e una concomitante diminuzione della produzione dei materiali detritici, tale da determinare l'incisione dei depositi lasciati dalla fase deposizionale precedente.

I fattori che controllano i processi erosivi e deposizionali variano quindi in funzione della distanza dalla linea di costa; in particolare l'influenza delle oscillazioni eustatiche diminuisce gradualmente spostandosi nell'entroterra fino ad annullarsi (figura 4).

I processi endogeni dipendono dalle forze che si sviluppano all'interno della terra. Si differenziano in tre tipi fondamentali: attività ignea, ovvero quei fenomeni legati allo spostamento di rocce o magma all'interno della terra o sulla superficie; attività orogenetica, ossia l'insieme dei fenomeni legati alla formazione delle montagne; attività epirogenetica, ossia l'insieme dei fenomeni legati al sollevamento di ampie aree senza la formazione di pieghe e fratture significative. L'insieme di questi processi avviene in modo lento e continuo nel tempo.

La combinazione di un sollevamento tettonico continuo nel tempo e delle oscillazioni eustatiche determina la formazione di una successione di terrazzi marini (figura 5) lungo le coste e di terrazzi fluviali lungo le valli (figura 6). Processi di sollevamento (omogeneo o differenziale) e deformazione locale generata da faglie possono determinare la formazione di successioni di terrazzi dai profili longitudinali con architetture diverse e caratteristiche (figura 7). A seguito del verificarsi di terremoti la superficie terrestre si può deformare in modo particolare e riconoscibile.


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